L'Avv. Silvio Battista è esperto in ricorsi alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo.

Sin dall'anno 2010 egli ha iniziato ad approfondire e a sperimentare le tecniche di tutela dei diritti fondamentali, dopo la frequenza del prestigioso corso "The Protection of Fundamental Rights" organizzato dall'Università di Bologna in cooperazione con l'Université de Strasbourg ed il King’s College London.

La pratica quotidiana lo vede impegnato nella presentazione di ricorsi alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo per il pieno riconoscimento dei diritti dei propri assistiti contro le inefficienze degli ordinamenti nazionali.

La Corte europea dei Diritti dell’Uomo è un tribunale internazionale con sede a Strasburgo che giudica sulle violazioni della “Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo”, trattato internazionale firmato a Roma il 4 Novembre 1950, recante un catalogo di diritti e libertà che gli Stati membri del Consiglio d’Europa hanno assunto l’obbligo di rispettare.

A tal proposito, si ricordano: il diritto alla vita, il diritto ad un equo processo, il diritto al rispetto della vita privata e familiare, le libertà di pensiero, coscienza, religione, espressione, riunione e associazione e il divieto di discriminazione.

Per assicurare il rispetto della Convenzione, occorre che la Corte sia investita dell’esame di un ricorso, introdotto da un individuo o da più individui collettivamente o da un'organizzazione non governativa che ritengano di essere personalmente e direttamente vittime di una o più violazioni dei diritti e delle garanzie previsti dalla Convenzione o dai suoi protocolli.

Qualora constati una violazione di uno o più di diritti e garanzie, la Corte pronuncia una sentenza che ha carattere vincolante per lo Stato convenuto che ha l’obbligo di conformarsi a quanto ivi statuito.

La violazione deve essere imputabile alle autorità pubbliche di uno o più Stati vincolati dalla Convenzione. Il ricorso va proposto contro lo Stato.

La Corte non può esaminare le doglianze dirette contro dei singoli o contro delle istituzioni di diritto privato, come le società commerciali.

I ricorsi alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo devono soddisfare determinati requisiti per essere esaminati nel merito, pena, altrimenti, la loro irricevibilità.

Anzitutto, di regola, i casi possono essere sottoposti alla Corte solo dopo che siano stati esauriti tutti i rimedi giurisdizionali nazionali fino al più alto grado (in Italia, la Corte di Cassazione oppure la Corte d'Appello in caso di c.d. doppia conforme, cioè quando la sentenza d'appello conferma la decisione di primo grado per le medesime ragioni di fatto. Ciò, infatti, preclude la possibilità di proporre ricorso in Cassazione per omesso esame di un fatto decisivo per il giudizio).

Come sancito dalla Corte, la norma relativa all’esaurimento non è assoluta, ammettendo eccezioni nel caso in cui i rimedi interni non siano adeguati, poiché privi del carattere dell’accessibilità e dell’effettività (come nel caso di diniego di accesso alla giustizia in materia ambientale).

A differenza dei tribunali nazionali, per i procedimenti dinanzi alla Corte non sono richieste somme da corrispondere a titolo di tasse, dato che l'esame della pratica è gratuito, né sussiste il rischio di essere condannati alle spese legali nei confronti del Governo convenuto, qualora la Corte non rilevi alcuna violazione.

Se la Corte accerta una violazione, essa può riconoscere anche un'“equa soddisfazione”, che consiste in una sorta di indennizzo per i pregiudizi patrimoniali e non patrimoniali sofferti.

La Corte può altresì condannare lo Stato al rimborso delle spese di giustizia sostenute dai ricorrenti dinanzi ai tribunali nazionali oltre che a quelle sostenute dinanzi ad essa.

Saranno a carico del cliente, invece, gli onorari dell’avvocato, se richiesti, e le spese per la ricerca e la corrispondenza.

L’assistenza legale non è indispensabile all’inizio della procedura; chiunque può presentare il proprio ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo.

Tuttavia, l’assistenza di un avvocato diviene necessaria quando la Corte comunica il caso al Governo convenuto per le sue osservazioni.

In ogni caso, l'assistenza tecnica di un avvocato è fortemente consigliata anche nella fase iniziale della procedura dato che la maggior parte dei ricorsi viene dichiarata irricevibile per difetto di determinati requisiti.

Pertanto, un ricorso incompleto rischia di non essere esaminato dalla Corte che lo rigetterà senza esaminare il merito.

A decorrere dal 1° febbraio 2022, il termine di presentazione del ricorso alla CEDU è stato abbreviato e ridotto da 6 a 4 mesi dopo la sentenza definitiva a livello nazionale.

Alla luce dello stringente termine imposto a pena di decadenza, l’Avv. Silvio Battista invita tutti coloro che fossero interessati ad avvalersi del suo patrocinio a mettersi immediatamente in contatto con lo Studio non appena ricevuta notizia della pubblicazione della decisione interna definitiva.

Avvocato Silvio Battista