L'Avv. Silvio Battista è esperto in ricorsi internazionali con un focus particolare sui ricorsi innanzi alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo.

Sin dal lontano 2010 - in occasione della frequenza del prestigioso corso "The Protection of Fundamental Rights" organizzato dall'Università di Bologna in cooperazione con l'Université de Strasbourg ed il King’s College London - ha iniziato ad approfondire le tecniche di tutela dei diritti fondamentali.

La pratica quotidiana lo vede impegnato nella presentazione di ricorsi alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo per la piena tutela dei diritti dei propri assistiti contro le inefficienze delle autorità legislative, esecutive e giudiziarie dell'ordinamento nazionale.

L’eccellenza dell'assistenza tecnica è garantita da un aggiornamento costante.

L’Avv. Battista è, inoltre, titolare di molteplici attestati rilasciati dal Consiglio d’Europa, l'organizzazione internazionale da cui promana la Corte stessa, che comprovano la sua specializzazione in materia.

AVVERTENZE IMPORTANTI 

TERMINE PERENTORIO DI 4 MESI: il ricorso deve essere presentato, a pena di irricevibilità, entro il termine perentorio di 4 mesi dalla data della decisione interna definitiva (solitamente la sentenza della Corte di Cassazione o del Consiglio di Stato);

PATROCINIO A SPESE DELLO STATO: si comunica che l'Avvocato non presta assistenza tramite il regime del patrocinio a spese dello Stato. Si precisa, inoltre, che la Corte EDU non concede tale beneficio per la fase di redazione e deposito del ricorso. Il beneficio può essere eventualmente richiesto e concesso dalla Corte solo in una fase successiva del giudizio, qualora il ricorso venga dichiarato ricevibile e comunicato al Governo resistente.

INDICE

  1. Cos’è la Corte europea dei diritti dell’uomo?
  2. Quando ci si può rivolgere alla Corte?
  3. Come adire la corte?
  4. L'importanza di affidarsi ad avvocati con comprovata competenza giuridico-linguistica.
  5. Quali requisiti devono presentare i ricorsi?
  6. Cosa si può ottenere dalla Corte?
  7. L'iter di un ricorso.
  8. Il termine per la presentazione del ricorso;
  9. Risorse utili.

 

1. COS’È LA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL’UOMO? 

La Corte europea dei Diritti dell’Uomo è un tribunale internazionale con sede a Strasburgo che giudica sulle violazioni della “Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo”, trattato internazionale firmato a Roma il 4 Novembre 1950, recante, insieme ai suoi protocolli aggiuntivi, un catalogo di diritti e libertà che i 46 Stati membri del Consiglio d’Europa hanno assunto l’obbligo di rispettare.

A tal proposito, si ricordano, in via principale, il divieto di tortura e di trattamenti degradanti, il diritto alla vita, il diritto ad un equo processo, il diritto al rispetto della vita privata e familiare, le libertà di pensiero, coscienza, religione, espressione, riunione e associazione, il divieto di discriminazione e il diritto alla tutela della proprietà privata.

Le presunte violazioni possono riguardare un'ampia gamma di questioni, tra cui: tortura e maltrattamenti dei detenuti; detenzioni illegali; illegittimità o ingiustizie nei processi civili e penali; discriminazione nel godimento di un diritto sancito dalla Convenzione; diritti genitoriali; rispetto della vita privata, della vita familiare, del domicilio e della corrispondenza; restrizioni alla libertà di espressione di un'opinione; libertà di partecipare a un'assemblea o a una manifestazione; espulsione ed estradizione; confisca di beni ed espropriazione.

 

2. QUANDO CI SI PUÒ RIVOLGERE ALLA CORTE?

Per assicurare il rispetto della Convenzione, occorre che la Corte sia investita dell’esame di un ricorso, introdotto da un soggetto o da più soggetti collettivamente (persone fisiche o giuridiche come una società o un'associazione) che ritengano di essere personalmente e direttamente vittime di una o più violazioni dei diritti e delle garanzie previsti dalla Convenzione o dai suoi protocolli aggiuntivi.

La violazione deve essere imputabile alle autorità pubbliche di uno o più Stati parti della Convenzione (ad es.: tribunali o autorità amministrative) e il ricorso va proposto nei confronti dello Stato.

La Corte non può esaminare, infatti, le doglianze dirette contro delle persone fisiche o delle istituzioni di diritto privato, come le società commerciali.

Di regola, ci si può rivolgere alla Corte solo dopo che siano stati esauriti tutti i rimedi giurisdizionali interni fino al più alto grado (in Italia, la Corte di Cassazione o il Consiglio di Stato) (c.d. regola del previo esaurimento delle vie di ricorso interne ex art. 35/1 Conv.).

In deroga a tale regola, è possibile adire la Corte EDU dopo la sentenza d'appello in caso di c.d. "doppia conforme", cioè quando il giudice di secondo grado conferma integralmente la ricostruzione dei fatti operata dal primo giudice. Per aversi "doppia conforme" è necessario, inoltre, che le ragioni di diritto poste a fondamento delle sentenze di primo e secondo grado siano sostanzialmente identiche o, quantomeno, convergenti. La "doppia conforme" preclude la possibilità di proporre ricorso in Cassazione per omesso esame di un fatto decisivo per il giudizio. In caso di proposizione del ricorso il medesimo verrebbe dichiarato inammissibile dalla Corte di Cassazione. Da qui la possibilità di rivolgersi direttamente alla CEDU.

In caso di ordinanza della Cassazione con rinvio su alcuni motivi (es. per le sole spese in favore del controricorrente e ricorrente incidentale) il provvedimento definitivo è rappresentato dall'ordinanza stessa e non è necessario attendere l'esito del giudizio di rinvio per poter ricorrere alla CEDU.

E' impugnabile la proposta di definizione del giudizio ex art. 380-bis c.p.c. per manifesta infondatezza del ricorso, rappresentando tale provvedimento il preludio al rigetto del ricorso.

E ciò benché, secondo i giudici nazionali, la proposta di definizione del giudizio non riveli una funzione decisoria e non è suscettibile, quindi, di assumere valore di pronuncia definitiva (v. Cass. Civ. Sezioni Unite sentenza del 10 aprile 2024, n. 9611).

In proposito è importante rilevare come Corte EDU nel verificare la natura definitiva del rimedio interno prescinde dalle definizioni o dalle classificazioni dell'ordinamento nazionale.

Se, infatti, si dovesse prestare un'adesione incondizionata all'orientamento giurisprudenziale citato, il ricorrente che intenda rivolgersi alla CEDU dovrebbe necessariamente chiedere alla Corte di Cassazione di decidere la propria causa, andando incontro anche alla condanna automatica alle spese legali, al raddoppio del pagamento del contributo unificato oltre che alla sanzione per lite temeraria.

In ambito amministrativo, è impugnabile la sentenza di secondo grado del Consiglio di Stato, organo di vertice della giustizia amministrativa.

In ambito penale il nostro Studio fornisce assistenza alle parti civili vittime di reati che non hanno ottenuto giustizia.

A tal riguardo, si ricorda che un'ordinanza di archiviazione da parte del Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) può costituire il presupposto per un ricorso alla CEDU se le autorità non hanno compiuto tutti gli sforzi ragionevoli per accertare i fatti e le responsabilità degli indagati.

Analogamente per il caso di sentenza di assoluzione arbitraria viziata da gravi errori procedurali che hanno compromesso l'equità del processo.

Si evidenzia che la regola relativa al previo esaurimento delle vie di ricorso interne, innanzi descritta, ammette eccezioni nel caso in cui i rimedi interni non siano adeguati - poiché privi del carattere dell’accessibilità e dell’effettività (come ad. es nel caso di sistematico diniego di accesso alla giustizia in materia ambientale) -, oppure laddove lo Stato interessato non preveda leggi a tutela di determinate posizioni giuridiche soggettive (ad es.: mancanza di provvidenze economiche in favore dei disabili o dei più bisognosi).

 

3. COME ADIRE LA CORTE?

Non è indispensabile l'assistenza legale per poter incardinare un procedimento dinanzi alla CEDU. Chiunque, infatti, può presentare un ricorso alla Corte.

Non sono richieste somme da corrispondere a titolo di tasse alla Corte (ad es.: contributo unificato), posto che l'esame della pratica è gratuito, né sussiste il rischio di essere condannati alle spese legali nei confronti del Governo convenuto, qualora la Corte non rilevi alcuna violazione.

Il ricorrente dovrà sostenere solo gli onorari dell'avvocato e le spese relative alla corrispondenza con la Corte.

Nonostante la parte possa presentare il ricorso personalmente, l'assistenza tecnica di un avvocato è fortemente consigliata anche nella fase introduttiva del giudizio, atteso che la maggior parte dei ricorsi viene respinta per difetto delle condizioni relative alla valida introduzione del ricorso (previste dall'art. 47 del Regolamento di procedura della Corte) oppure per difetto delle condizioni di ricevibilità previste dall'art. 35 Conv.

 

4. L'IMPORTANZA DI AFFIDARSI AD AVVOCATI CON COMPROVATA COMPETENZA GIURIDICO-LINGUISTICA

Una volta comunicato il caso al Governo è richiesto l'utilizzo delle lingue di lavoro ufficiali della Corte (inglese e francese) anche se il ricorso è stato presentato in italiano. Tutte le comunicazioni successive, le memorie difensive e le osservazioni orali o scritte devono essere redatte obbligatoriamente in tali lingue.

Pertanto, è di fondamentale importanza di affidarsi ad avvocati con comprovata competenza giuridico-linguistica come l'Avv. Battista, collaboratore della Corte di giustizia dell'UE per la traduzione di documenti legali in lingua inglese ed autore di pubblicazioni su riviste giuridiche edite in lingua inglese (ad es.: https://eulawlive.com/ sul diritto dell'UE).

Un avvocato internazionalista che padroneggia l'inglese e/o il francese giuridico è in grado di dialogare efficacemente con la Cancelleria della Corte e con la controparte (lo Stato), senza la necessità di intermediari o di traduzioni.

Una traduzione imprecisa (con l'uso dei sistemi di traduzione automatica online) o una terminologia inappropriata possono compromettere la chiarezza delle argomentazioni e portare a incomprensioni e, quindi, ad un esito sfavorevole del ricorso.

Inoltre, si consideri che la maggiorparte della giurisprudenza della CEDU è disponibile e consultabile soltanto in lingua inglese e francese sulla banca dati ufficiale della Corte. Un avvocato con competenze in inglese giuridico può comprendere meglio i principi giuridici applicabili al caso di specie e mantenersi aggiornato sulle ultime pronunce e sui trend interpretativi della Corte.

Alla luce della sua vocazione di studio legale internazionale, lo Studio Legale Europeo presta assistenza anche ai clienti di lingua francofona grazie alla collaborazione con il giurista italo-francese Livio Daniel ORSI (Ph.D).

 

5. QUALI REQUISITI DEVONO PRESENTARE I RICORSI?

I ricorsi devono soddisfare determinate condizioni per poter essere esaminati nel merito, pena, altrimenti, la loro irricevibilità.

Un ricorso incompleto comporta il rigetto in via amministrativa e ne impedirà la sottoposizione all'esame della Corte in sede giurisdizionale.

Un ricorso validamente introdotto verrà esaminato dalla Corte. Ciò non significa, tuttavia, che lo stesso verrà dichiarato ammissibile.

 

6. COSA SI PUÒ OTTENERE DALLA CORTE?

Qualora ravvisi la violazione di uno o più diritti e garanzie, la Corte innanzitutto condanna lo Stato a rimuovere gli effetti dannosi della violazione commessa al fine di ripristinare lo status quo ante della vittima.

Se il ripristino della situazione antecendente alla violazione non è materialmente possibile, la Corte può riconoscere alla parte ricorrente un'“equa soddisfazione”, che consiste in una sorta di indennizzo per i pregiudizi patrimoniali e non patrimoniali sofferti dalla stessa.

La Corte può altresì condannare lo Stato al rimborso delle spese di giustizia sostenute dinanzi ai tribunali nazionali oltre che a quelle sostenute dinanzi ad essa.

La sentenza di condanna ha carattere vincolante per lo Stato convenuto, il quale è obbligato a conformarsi a quanto ivi statuito.

La Corte non è responsabile dell'esecuzione delle sue sentenze, tale competenza spettando, invece, al Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa, che ha il compito di supervisionarne l'esecuzione e di garantire il pagamento di eventuali indennizzi. Il Comitato dei Ministri è composto dai Ministri degli Affari Esteri degli Stati membri o dai loro rappresentanti.

 

7. L'ITER DI UN RICORSO

A seconda dei casi, i ricorsi vengono assegnati a una delle formazioni giurisdizionali della Corte, ovvero:

  • Giudice monocratico;
  • Comitato (di 3 giudici);
  • Camera (di 7 giudici).

Il diagramma di flusso riportato di seguito indica con estrema chiarezza l'iter procedurale di un ricorso in base alla formazione giurisdizionale della Corte cui lo stesso viene assegnato.

La Corte esaminarà innanzitutto se il ricorso è ammissibile, verificando se esso soddisfi determinati requisiti stabiliti dalla Convenzione. In caso negativo il ricorso verrà respinto. La decisione di irricevibilità del ricorso è definitiva e non può essere impugnata.

A seguire un altro grafico esemplificativo del "ciclo di vita" un ricorso

 

8. TERMINE PER LA PRESENTAZIONE DEL RICORSO

Si rammenta che, a decorrere dal 1° febbraio 2022, il termine di presentazione del ricorso alla CEDU è stato ridotto da 6 a 4 mesi dalla data di pubblicazione della sentenza definitiva nazionale.

Alla luce dello stringente termine imposto a pena di decadenza, l’Avv. Silvio Battista invita tutti coloro che fossero interessati ad avvalersi della sua qualificata assistenza e del suo patrocinio a mettersi immediatamente in contatto con la segreteria dello Studio - non appena ricevuta la notizia della pubblicazione della decisione interna definitiva - al fine di verificare previamente l'esistenza dei presupposti per poter ricorrere alla Corte europea.

 

9. RISORSE UTILI

In calce viene accluso il link all'ultima versione del Formulario di Ricorso e alle istruzioni per la relativa compilazione:

https://www.echr.coe.int/d/application_form_ita

https://www.echr.coe.int/documents/d/echr/application_notes_eng

Si riporta, inoltre, il link alla Guida Pratica alle Condizioni di Ricevibilità (aggiornata al 28.2.2025) https://www.echr.coe.int/documents/d/echr/Admissibility_guide_ENG

I documenti suelencati sono stati tratti dal sito ufficiale della Corte https://www.echr.coe.int/apply-to-the-court

 

VALUTAZIONE PRELIMINARE DEL CASO

Dato l'estremo rigore delle regole procedurali della CEDU, la nostra attività inizia con un’analisi approfondita volta a verificare la sussistenza delle condizioni per procedere. Questa valutazione può tradursi, su richiesta, in un parere imparziale pro veritate reso in forma scritta. Si tratta di uno strumento fondamentale che garantisce la massima trasparenza nel rapporto tra avvocato e cliente. L'obiettivo è fornire un quadro realistico sulle reali probabilità di successo, evitando così di dover sopportare costi per spese legali qualora non vi siano le condizioni procedurali o di merito richieste dalla Convenzione.

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Avv. Silvio Battista

 

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