Con un valore pari a 2 448 miliardi di EUR ogni anno, gli appalti pubblici europei rappresentano uno dei principali motori dello sviluppo economico, occupazionale e tecnologico degli Stati membri.

Anche le istituzioni dell’Unione europea, al pari delle autorità pubbliche nazionali, per poter assolvere alle proprie funzioni ed attuare le politiche europee, devono procurarsi una vasta gamma di lavori, servizi e beni (ad es.: forniture da ufficio, attrezzature informatiche, forniture di prodotti alimentari, manutenzione dei locali, assistenza tecnica e formazione, consulenze specialistiche, studi e ricerche, indagini di mercato etc.).

In particolare, ogni anno la Commissione europea, organo esecutivo dell’UE, aggiudica circa 9mila contratti di lavori, servizi e forniture esperendo apposite gare pubbliche d’appalto, per un valore di quasi 3 miliardi di euro.

Tutte le imprese stabilite nell’UE hanno il diritto di partecipare alle gare per l’aggiudicazione degli appalti pubblici in altri Paesi dell’Unione senza subire discriminazioni e potendosi avvalere dei documenti giustificativi (certificati, diplomi, etc.) rilasciati dalle proprie amministrazioni nazionali.

Com’è noto, l’aggiudicazione degli appalti avviene normalmente all’esito di una procedura comparativa (c.d. gara) ad evidenza pubblica.

Solitamente la Commissione europea adotta tre procedure di scelta del contraente:

  • la “procedura aperta” in virtù della quale qualsiasi operatore economico interessato può presentare un’offerta. La procedura comprende un’unica fase. Trattasi della procedura utilizzata con maggiore frequenza, dato che oltre la metà degli appalti viene aggiudicata in questo modo. Essa garantisce naturalmente un elevato livello di trasparenza e concorrenza;
  • la “procedura ristretta” la quale prevede, invece, due fasi: nella prima, alla quale possono partecipare tutti gli operatori economici interessati, viene valutata la capacità di ogni partecipante in funzione dei criteri di esclusione e di selezione; nella seconda fase, invece, sono invitati a presentare un’offerta solo gli operatori che sono stati preselezionati. Talvolta le procedure ristrette sono precedute da un invito a manifestare interesse. Gli operatori che rispondono a tale invito devono comprovare la loro capacità in riferimento ai criteri di esclusione e di selezione indicati. Se l’esito è positivo, gli operatori vengono iscritti in un elenco ristretto (short list) valido fino a 3 anni al massimo, che può essere utilizzato più volte per varie procedure d’appalto di medio valore (in genere per gare d’appalto di servizi fino al valore massimo di 133 000 euro). Ogni volta che vuole aggiudicare un appalto, la Commissione invita i candidati iscritti nell’elenco a presentare un’offerta;
  • la “procedura negoziata” viene utilizzata esempio, quando il valore dell’appalto è inferiore a 60 000 euro. La Commissione europea invita direttamente gli operatori economici a presentare un’offerta e, se ritiene che le offerte possano essere migliorate, può condurre negoziati a condizioni paritarie con tutti gli offerenti.

Tale ultima procedura è più snella e rapida delle altre in quanto: il numero dei documenti richiesti può essere inferiore, le condizioni imposte ai candidati meno restrittive, la documentazione posta a corredo dell’offerta e l’offerta stessa possono essere inviate per posta elettronica.

Rispetto alla procedura aperta, l’utilizzo della procedura negoziata senza pubblicazione riduce, tuttavia, i livelli di trasparenza e concorrenza.

In termini statistici, si segnala che la percentuale di avvisi di aggiudicazione degli appalti in cui è stata utilizzata la procedura negoziata senza pubblicazione è stata del 7%.

Tutte le procedure devono rispettare i principi generali del diritto UE, in particolare la parità di trattamento, la non discriminazione, la trasparenza e la concorrenza.

La piattaforma TED (Tenders Electronic Daily) è la versione web del Supplemento alla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea (GU S) e rappresenta l’unica fonte ufficiale di informazioni sulle opportunità di appalti pubblici nell’Unione europea (UE), nello Spazio economico europeo (SEE) ed altrove.

Gli appalti pubblici di valore superiore alle soglie previste dalla normativa UE (140.000 euro per le forniture e i servizi acquistati dalle autorità governative centrali e 5 382 000 euro per gli appalti di opere pubbliche) devono essere pubblicati a livello di UE sul TED in modo da integrare i mercati degli appalti di tutta l’UE e non solo.

Tuttavia, le pubbliche amministrazioni possono scegliere di pubblicare sul portale TED anche gli avvisi relativi ad appalti di valore inferiore alle soglie comunitarie.

Ogni giorno sono pubblicati sul TED fino a 1.000 nuovi inviti a presentare offerte riferibili a:

  • Appalti pubblici di lavori, forniture e servizi provenienti da tutti gli Stati membri dell’Unione europea.
    • Appalti per servizi di pubblica utilità (acqua, energia, trasporti e telecomunicazioni).
    • Appalti pubblici delle istituzioni dell’UE;
    • Appalti del Fondo europeo di sviluppo (paesi ACP);
    • Phare, Tacis ed altri appalti dell’Europa centrale e orientale;
    • Progetti finanziati dalla Banca europea per gli investimenti (BEI), dalla Banca centrale europea (BCE) e dalla Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS);
    • Appalti dello Spazio economico europeo (Norvegia, Islanda e Liechtenstein);
    • Appalti contemplati dall’accordo sugli appalti pubblici (AAP) stipulato dalla Svizzera, nel quadro del GATT/Organizzazione mondiale del commercio (WTO);
    • Avvisi concernenti i gruppi europei d’interesse economico (GEIE), i gruppi europei di cooperazione territoriale (GECT), società europee (SE), società cooperative europee (SCE);
    • Appalti pubblici per servizi aerei.

In termini economici, invece, si segnala che nel 2015 il valore dei bandi di gara pubblicati a livello di UE è stato pari a 450 miliardi di EUR.

Sul TED vengono pubblicati anche gli avvisi di aggiudicazione degli appalti tramite dai quali è possibile desumere il livello di concorrenza presente nei diversi settori economici.

Altro servizio web di utilità per i fornitori è il SIMAP il quale consente di accedere alle informazioni riguardanti gli appalti pubblici in Europa.

La Commissione europea ha rilevato che tra il 2006 e il 2016 la percentuale di gare con un solo offerente è stata piuttosto elevata (il 30 %). Tale fenomeno si registra in particolar modo in alcuni settori (come quello delle tecnologie informatiche), generando a sua volta il problema della dipendenza da un unico fornitore. Inoltre, può accadere anche che alcune procedure di gara vadano deserte per mancanza di offerte.

I dati riportati dimostrano che i mercati degli appalti pubblici europei presentano un ridotto livello concorrenziale, con conseguente possibilità di conseguire profittevoli occasioni di business e di  internazionalizzare la propria impresa.

Opportunità che non dovrebbero restare ad appannaggio di una ristretta cerchia di operatori economici (prevalentemente grandi aziende o società di consulenza), atteso che le PMI rivestono un ruolo fondamentale nell’economia degli Stati membri (per la creazione di occupazione, crescita e innovazione).

Tuttavia, le PMI sono ancora poco attive nel settore degli appalti pubblici europei, pur essendo l’UE il mercato più aperto del mondo nel settore degli appalti pubblici.

Come si è avuto modo di notare, tali imprese sono scoraggiare dal partecipare alle gare d’appalto internazionali per una serie di motivi:

  • difficoltà nella comprensione dei documenti di gara e delle linee guida;
  • presenza di oneri documentali (c.d. paperwork);
  • difficoltà nell’individuare business partner locali;
  • l’utilizzo della lingua di lavoro richiesta dalla Commissione (inglese, francese e tedesco) nella fase di esecuzione del contratto.

E ciò sebbene la riforma delle direttive UE del 2014 abbia previsto alcune misure volte a facilitare l’accesso delle PMI ai mercati degli appalti pubblici, tra le quali si ricorda:

  • la suddivisione degli appalti in lotti;
  • la riduzione degli obblighi documentali;
  • la definizione di un limite al volume di affari/fatturato richiesto per partecipare alle gare.

A questo punto è opportuno segnalare che le difficoltà cui si è appena fatto cenno sono controbilanciate dai vantaggi derivanti dalla partecipazione alle gare d’appalto europee che sono così riassumibili:

  • Il ritorno economico;
  • l’opportunità di costituire delle reti di collaborazione transnazionali;
  • l’inserimento in liste qualificate di fornitori della Commissione Europea;
  • l’accrescimento dei requisiti di esperienza e capacità professionale.

Approfittate di queste opportunità di crescita per la Vostra impresa, qualunque sia la Vostra attività commerciale.

La mission del nostro Studio è quella di accrescere le possibilità di aggiudicazione degli appalti da parte delle PMI italiane ed è in grado di assistervi lungo tutto il percorso che conduce all’aggiudicazione di una gara d’appalto europea.

I servizi offerti dallo Studio in materia includono le seguenti attività:

  • ricerca delle opportunità commerciali più interessanti;
  • analisi dei requisiti di partecipazione;
  • assistenza nella predisposizione e nella presentazione dell’offerta tecnica e dell’offerta economica;
  • acquisizione e controllo degli allegati.

Avv. Silvio Battista

Sitografia e link utili:

  • Norme per gli appalti pubblici

https://europa.eu/youreurope/business/selling-in-eu/public-contracts/public-tendering-rules/index_it.htm#shortcut-3

  • Appalti delle istituzioni UE

https://etendering.ted.europa.eu/general/page.html?name=home

  • Gare d’appalto suddivise per Dipartimenti della Commissione UE

https://ec.europa.eu/info/funding-tenders/find-calls-tender/tender-opportunities-department_en

  • TED

https://ted.europa.eu/TED/browse/browseByMap.do